ICT Dynamic 16 pensieri che devi lasciare nel 2016
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20
DEC
2016

16 pensieri che devi lasciare nel 2016

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12 min di let­tu­ra

Le per­so­ne mol­to note e di suc­ces­so han­no attra­ver­sa­to dif­fi­col­tà serie. Han­no dubi­ta­to di se stes­se, han­no fal­li­to e si sono anche riti­ra­te. Ricor­dia­mo alcu­ne sto­rie, alcu­ne sco­per­te ed alcu­ne moda­li­tà per supe­ra­re gli osta­co­li per indi­riz­zar­ti ver­so il suc­ces­so nel 2017.

 

Pensiero 1. “Nessuno crede in me”.

Sape­vi che gli inse­gnan­ti di Ein­stein non cre­de­va­no in lui? Il suo pro­fes­so­re di tede­sco affer­ma­va che “non avreb­be mai fat­to nul­la di buo­no”. In alcu­ne mate­rie sco­la­sti­che era vera­men­te insuf­fi­cien­te e non era nem­me­no riu­sci­to a supe­ra­re al pri­mo ten­ta­ti­vo il test d’ingresso per la scuo­la supe­rio­re tec­ni­ca di Zuri­go. Oggi i meri­ti di Ein­stein sono noti a tut­ti per­ché lui non si lascia­va influen­za­re dal­le opi­nio­ni degli altri quan­do cer­ca­va il suo desti­no. Lui pen­sa­va che il talen­to appar­te­nes­se a tut­ti.

Tut­ti sia­mo geni. Ma se tu giu­di­che­rai il pesce in base alla sua capa­ci­tà di arram­pi­car­si su un albe­ro, esso vivrà tut­ta la vita pen­san­do di esse­re stu­pi­do” scri­ve­va Ein­stein. La sua affer­ma­zio­ne ci inse­gna non solo a fare astra­zio­ne dai pare­ri degli altri ma anche a non esa­ge­ra­re nell’esprimere giu­di­zi sugli altri. For­se non vale la pena di accen­tua­re i difet­ti di una per­so­na cara o di tuo figlio ma piut­to­sto osser­va con cura i suoi pun­ti di for­za.

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Pensiero 2. “Tutto ciò che è nuovo mi spaventa”.

Per sco­pri­re il tuo talen­to devi pro­va­re sem­pre qual­co­sa di nuo­vo e non ave­re pau­ra di sba­glia­re. Ein­stein dice­va che è inu­ti­le con­ti­nua­re a fare la stes­sa cosa ed aspet­tar­si risul­ta­ti diver­si. Non vale la pena di fis­sar­si su ciò che non fun­zio­na. Pro­va a cam­bia­re dire­zio­ne e gode­re del pro­ces­so. “Cer­ca di non pun­ta­re diret­ta­men­te ad ave­re il suc­ces­so ma a fare in modo che la tua vita abbia un sen­so” con­si­glia­va lo scien­zia­to.

 

Pensiero 3. “Non ho fiducia in me stesso”.

La pri­ma don­na nera miliar­da­ria del­la sto­ria, ed una del­le cele­bri­tà più influen­ti, Oprah Win­frey ha per­cor­so una dif­fi­ci­le stra­da dal ghet­to fino ai più impor­tan­ti cana­li tele­vi­si­vi. A 9 anni ven­ne vio­len­ta­ta, a 14 ha par­to­ri­to ed ha per­so il bam­bi­no. Dopo tut­to quel­lo che ha vis­su­to, Oprah ha tro­va­to la for­za di anda­re avan­ti. “Tra­sfor­ma le feri­te in sag­gez­za” con­si­glia que­sta don­na for­te.

Non pos­sia­mo esse­re chi voglia­mo, rima­nen­do quel­lo che sia­mo. Tut­to il sen­so del­la vita è diven­ta­re la per­so­na che sia­mo desti­na­ti ad esse­re. Ciò su cui ti con­cen­tri è ciò che ottie­ni. Ini­zia a con­cen­trar­ti su chi vuoi esse­re. Ciò che Dio ti ha desti­na­to è mol­to di più di quel­lo che imma­gi­ni”.

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Pensiero 4. “Non posso essere me stesso”.

Esse­re ciò che vuoi non signi­fi­ca neces­sa­ria­men­te tra­di­re te stes­so. Lo scrit­to­re per bam­bi­ni e dise­gna­to­re, Theo­dor Seuss Gei­sel, meglio noto come Dr. Seuss, sogna­va di diven­ta­re pit­to­re. Il suo inse­gnan­te di dise­gno pen­sa­va che Theo­do­re non sareb­be mai sta­to in gra­do di dise­gna­re. Pre­sto Seuss ha ini­zia­to a lavo­ra­re come vignet­ti­sta poli­ti­co e dise­gna­to­re pub­bli­ci­ta­rio, più tar­di diven­ne famo­so per i libri che con­te­ne­va­no le sue illu­stra­zio­ni.

Il suo pri­mo libro, Tales of Mul­ber­ry Street, ven­ne rifiu­ta­to da 27 case edi­tri­ci ed accet­ta­to solo dal­la 28esima. Nono­stan­te le dure cri­ti­che di alcu­ni “esper­ti”, gli ani­ma­li di fan­ta­sia del Dr. Seuss sono pia­ciu­ti mol­to al pub­bli­co. “Sii sem­pre te stes­so e di’ quel­lo che pen­si. Quel­li che ti giu­di­che­ran­no non con­ta­no nul­la, quel­li che con­ta­no qual­co­sa non ti giu­di­che­ran­no” dice­va lo scrit­to­re.

 

Pensiero 5. “Sono pigro”.

Char­les Dar­win a scuo­la era appas­sio­na­to di ento­mo­lo­gia e di chi­mi­ca. Gli inse­gnan­ti ed i paren­ti pen­sa­va­no che col­le­zio­na­re far­fal­le e mine­ra­li lo avreb­be­ro rovi­na­to, per sem­pre. Ma lui è riu­sci­to a lascia­re il segno nel­la scien­za gra­zie al suo duro lavo­ro.

Come dice­va Dar­win “non c’è nien­te di più insop­por­ta­bi­le che l’ozio”. Sem­bra che non si sia fer­ma­to nean­che un minu­to, stu­dian­do il mon­do intor­no a sé. Era ambi­zio­so e mol­to labo­rio­so. “La supre­ma­zia dell’essere uma­no si mani­fe­sta con una paro­la cor­ta ma poten­te ed alta­men­te espres­si­va “si deve””, affer­ma­va Dar­win. Pen­sa­va anche che una per­so­na che “ha deci­so di spre­ca­re un’ora del suo tem­po, non è anco­ra cre­sciu­ta abba­stan­za per com­pren­de­re il valo­re del­la vita”. Ispi­ra­ti a Dar­win e non per­de­re mai il tem­po inva­no.

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Pensiero 6. “C’è una mia opinione e ce n’è un’altra sbagliata”.

Osser­van­do Men­de­leev, si può impa­ra­re la capa­ci­tà di guar­da­re una situa­zio­ne con gli occhi degli altri. Quan­do discu­ti ti met­ti spes­so nei pan­ni dell’altra per­so­na? Ti ricor­di quan­do i geni­to­ri ti costrin­ge­va­no a lava­re i piat­ti e tu ti arrab­bia­vi? Solo col tem­po abbia­mo com­pre­so di come loro si stan­cas­se­ro al lavo­ro e di come spe­ras­se­ro nel nostro aiu­to. Così suc­ce­de anche in altre situa­zio­ni. Pro­va a capi­re per­ché ed in cosa esat­ta­men­te le opi­nio­ni diver­go­no. Anche se non rie­sci a con­vin­ce­re l’avversario alme­no ti sarà più faci­le tro­va­re un’altra solu­zio­ne. “Saper­si met­te­re sem­pre nei pan­ni dell’avversario è la vera sag­gez­za” insi­ste­va Men­de­leev.

 

Pensiero 7. “Faccio da solo”.

Di que­sto pen­sie­ro può aiu­ta­re a libe­rar­ci Isaac New­ton. “Il moti­vo per cui io ho visto più lon­ta­no è per­ché ero in pie­di sul­le spal­le dei gigan­ti” scris­se. La cono­scen­za di ciò che è già sta­to crea­to, inven­ta­to e rea­liz­za­to da altri può esse­re la base per il tuo lavo­ro di suc­ces­so. Non ave­re pau­ra di fare affi­da­men­to sull’esperienza del­le altre per­so­ne, chie­de­re aiu­to e basar­ti sui suc­ces­si dei “gigan­ti”. Tut­ta la scien­za, l’arte e lo svi­lup­po sono basa­te sul tra­sfe­ri­men­to di espe­rien­ze da una per­so­na all’altra.

Le ricer­che di New­ton sul­la fisi­ca e la mate­ma­ti­ca era­no basa­te sul­le ope­re di Gali­leo. Le pri­me sco­per­te mate­ma­ti­che New­ton le ha rea­liz­za­te negli anni del col­le­ge, il pun­to di par­ten­za era­no i lavo­ri di Cava­lie­ri e Fer­mat. Tra i suoi pre­de­ces­so­ri New­ton nomi­na­va Wal­lis, Bar­row e lo scien­zia­to scoz­ze­se James Gre­go­ry.

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Pensiero 8. “Io me ne lavo le mani”.

Una del­le per­so­ne più influen­ti del XX seco­lo e pre­mio Nobel per la let­te­ra­tu­ra, Win­ston Chur­chill, non riu­sci­va ad otte­ne­re nes­su­na del­le cari­che poli­ti­che a cui pun­ta­va. Ma a 62 anni è diven­ta­to pri­mo mini­stro bri­tan­ni­co a dimo­stra­re la sua ambi­zio­ne per la vit­to­ria.

Non mol­la­re mai, mai, mai, mai, né le cose pic­co­le né quel­le gran­di, non cede­re mai, se que­sto non va in con­tra­sto con la logi­ca. Mai cede­re alla for­za, mai cede­re alla supe­rio­ri­tà del tuo avver­sa­rio” insi­ste­va Chur­chill. Lui con­si­de­ra­va il tem­po un cat­ti­vo allea­to per que­sto con­si­glia­va “di non per­de­re nem­me­no un secon­do, subi­to in modo deci­so occu­pa­re il pro­prio posto sul cam­po di bat­ta­glia, che si chia­ma vita, non accon­ten­tar­si di ciò che è, non accet­ta­re mai la scon­fit­ta, per­ché il mon­do esi­ste per esse­re con­qui­sta­to”. Pro­va a con­qui­sta­re il mon­do nel 2017 e non mol­la­re.

 

Pensiero 9. “Sto bene così”.

J K Row­ling, che ha rega­la­to al mon­do Har­ry Pot­ter, ade­ri­sce alla filo­so­fia del­la neces­si­tà di usci­re dal­la zona di com­fort. Pri­ma di diven­ta­re famo­sa, la Row­ling era disoc­cu­pa­ta, divor­zia­ta ed ha cre­sciu­to sua figlia con i sol­di dell’assegno fami­lia­re. Facen­do qual­co­sa di inso­li­to per lei è diven­ta­ta la pri­ma ad aver gua­da­gna­to miliar­di scri­ven­do libri. “Ave­vo una figlia che ado­ra­vo, Jes­si­ca, una mac­chi­na da scri­ve­re vec­chia ed una gran­de idea. Gra­zie a que­sta soli­da base sono riu­sci­ta a rico­strui­re tut­ta la mia vita” ha ammes­so in un’intervista la scrit­tri­ce.
La Row­ling è sicu­ra che “la vita non è obbli­ga­ta ad esse­re como­da”. Lei tro­va in que­sto pen­sie­ro la tran­quil­li­tà “per me e per tut­ti colo­ro che sono con­fu­si nel­la vita”. “Tut­ti voglio­no che la pro­pria vita sia como­da. Ma la pri­ma del­le quat­tro gran­di veri­tà di Bud­dah dice: la vita è sof­fe­ren­za. Mi piac­cio­no mol­to que­ste paro­le” ha det­to la mam­ma di Har­ry Pot­ter. Quin­di, con corag­gio, esci dal­la zona di com­fort.

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Pensiero 10. “La mia idea è stupida”.

La sto­ria di suc­ces­so del “re dell’horror” Ste­phen King è ini­zia­ta con un mano­scrit­to but­ta­to nell’immondizia. Lo scrit­to­re ave­va deci­so che era inde­gno di esse­re com­ple­ta­to e pub­bli­ca­to. Altro pare­re ave­va sua moglie Tabi­tha King. Lei tirò fuo­ri dall’immondizia il mano­scrit­to del roman­zo “Car­rie”. Que­sto libro ha per­mes­so a King di dedi­car­si inte­ra­men­te alla car­rie­ra di scrit­to­re. “Car­rie” è sta­to rea­liz­za­to tre vol­te in ver­sio­ne cine­ma­to­gra­fi­ca. Ma nono­stan­te il fat­to che King non sia anco­ra orgo­glio­so di quel lavo­ro, ovvia­men­te non era così stu­pi­do quel libro che lo ha reso così ric­co e famo­so.
“Se la scin­til­la c’è, alcu­ni pro­ba­bil­men­te vedran­no un tenue baglio­re nel buio, pre­sto o tar­di. Se la scin­til­la vie­ne ali­men­ta­ta, un gior­no diven­te­rà un gran­de fuo­co” ha scrit­to Ste­phen King nell’introduzione del “Pavi­men­to di vetro”. Se nel­la tua testa c’è già una scin­til­la per­ché non sof­fia­re sul fuo­co?

 

Pensiero 11. “Ho paura di cambiare lavoro”.

La sti­li­sta di abi­ti da spo­sa ed ex pat­ti­na­tri­ce Vera Wang è diven­ta­ta redat­tri­ce del set­to­re moda di Vogue Ame­ri­ca a 23 anni, diven­tan­do la più gio­va­ne redat­tri­ce nel­la sto­ria di que­sta rivi­sta di moda. La Wang ha dedi­ca­to a que­sto lavo­ro 17 anni ma a 40 anni è diven­ta­ta desi­gner di abi­ti da spo­sa.

Anda­re via è sta­to incre­di­bil­men­te dif­fi­ci­le ma neces­sa­rio” ha con­fi­da­to la sti­li­sta lascian­do il gior­na­le. Se stai pen­san­do da mol­to tem­po di cam­bia­re lavo­ro, set­to­re di atti­vi­tà o hai inten­zio­ne di crea­re una tua impre­sa, fal­lo nel nuo­vo anno. Secon­do la Wang non devi neces­sa­ria­men­te inse­gui­re una meda­glia d’oro a sca­pi­to di te stes­so. “Secon­do me, non tut­to nel­la vita si misu­ra con risul­ta­ti tan­gi­bi­li. In defi­ni­ti­va, il pro­ces­so in sé ha impor­tan­za ma anche le cono­scen­ze e l’esperienza acqui­si­ta. Non ave­re pau­ra di fare una scel­ta e cer­ca­re qual­co­sa di nuo­vo” dice.

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Pensiero 12. “I miei sogni non si avvereranno”.

Walt Disney desi­de­ra­va da tan­to tem­po di costrui­re un pro­prio regno fata­to. Per mol­ti anni ha pen­sa­to a que­sta idea ed ogni anno era più ispi­ra­to a rea­liz­zar­la. “Abbia­mo cre­du­to nel­la nostra idea, un par­co per le fami­glie, dove i geni­to­ri ed i bam­bi­ni potes­se­ro diver­tir­si insie­me” dice­va Disney quan­do par­la­va del suo gran­de sogno. L’inaugurazione di Disney­land ha avu­to luo­go nel 1995 ed è anco­ra in evo­lu­zio­ne. Nel 2015 il par­co diver­ti­men­ti è sta­to visi­ta­to da qua­si 19 milio­ni di per­so­ne. Walt Disney è un otti­mo esem­pio del fat­to che desi­de­ra­re non è solo uti­le ma anche neces­sa­rio.
“Tut­ti i nostri sogni pos­so­no diven­ta­re real­tà se abbia­mo il corag­gio di inse­guir­li. Se cre­di in qual­co­sa, cre­di­ci in qual­sia­si modo, sen­za riser­ve e sen­za dub­bi” ha det­to una vol­ta il padre di Disney­land.

 

Pensiero 13. “Ho già fallito e non ci voglio più riprovare”.

Il crea­to­re di auto­mo­bi­li Hen­ry Ford non è sem­pre sta­to un impren­di­to­re ric­co e di suc­ces­so. Più vol­te ha fal­li­to e dichia­ra­to ban­ca­rot­ta. Solo a 40 anni è riu­sci­to a rag­giun­ge­re la sta­bi­li­tà e met­te­re tut­to il mon­do in auto­mo­bi­le. Secon­do Ford il fal­li­men­to è solo una scu­sa per rico­min­cia­re ma pren­den­do in con­si­de­ra­zio­ne l’esperienza gua­da­gna­ta. La secon­da vol­ta andrà meglio. “Un fal­li­men­to sin­ce­ro non è moti­vo di ver­go­gna. È ver­go­gno­sa la pau­ra del fal­li­men­to. I nostri fal­li­men­ti sono più istrut­ti­vi dei nostri suc­ces­si” pen­sa­va Ford. Gli osta­co­li, secon­do lui, sono solo le cose spa­ven­to­se che appa­io­no quan­do smet­ti di guar­da­re l’obiettivo.

La gen­te più spes­so capi­to­la di quan­to real­men­te fal­li­sca” dice­va l’uomo d’affari. Ford può anche inse­gnar­ci a libe­rar­ci del pas­sa­to, non ave­re pau­ra di com­met­te­re erro­ri e sve­gliar­ci nel 2017 con nuo­ve idee. “Sono dap­per­tut­to, que­ste stra­ne per­so­ne che non san­no che ieri signi­fi­ca ieri e che ogni mat­ti­na si sve­glia­no con i pen­sie­ri dell’anno pre­ce­den­te nel­la testa”.

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Pensiero 14. “Voglio diventare ricco”.

In que­sto non c’è nien­te di male se il desi­de­rio impli­ca un’azione. Come dice Bill Gates “tra il diva­no ed il culo il dol­la­ro non vola”. “Non rice­ve­rai 60 mila dol­la­ri l’anno subi­to dopo aver fini­to la scuo­la. Non diven­te­rai vice-pre­si­den­te di una com­pa­gnia con il tele­fo­no satel­li­ta­re in mac­chi­na pri­ma di esser­ti gua­da­gna­to i sol­di per com­prar­lo” ha det­to il miliar­da­rio.

 

Pensiero 15. “È solo un hobby”.

Il crea­to­re del­la socie­tà GoPro, Nick Wood­man, ha 41 anni, è padre di due figli ed è miliar­da­rio. Come tut­te le per­so­ne di suc­ces­so ha più vol­te sba­glia­to ed ha fal­li­to negli affa­ri. Wood­man ha per­so non solo i suoi sol­di ma anche quel­li degli inve­sti­to­ri. Dopo uno schiac­cian­te fal­li­men­to ha mol­la­to tut­to e si è dedi­ca­to al surf. Oltre a cer­ca­re l’onda Wood­man ama­va la foto­gra­fia. Così, gra­zie alle sue due pas­sio­ni, è nata l’idea di crea­re l’action cam GoPro.

Ave­vo una così gran­de pau­ra che la GoPro sareb­be diven­ta­ta come Fun­bug che ho deci­so di lavo­rar­ci sen­za sosta. Que­sta è sta­ta la prin­ci­pa­le lezio­ne che ho impa­ra­to dai fal­li­men­ti del pas­sa­to. Non mi resta­va nient’altro che vin­ce­re” dice­va Wood­man. Con l’avvicinarsi del Nata­le ricor­da­ti di cosa ti appas­sio­na­va nell’infanzia e cosa ti inte­res­sa ades­so. For­se ti spin­ge­rà a crea­re un busi­ness di suc­ces­so.

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Pensiero 16. “Non ho l’età”.

David Har­land San­ders, il cui ritrat­to si può vede­re nel logo del­la KFC, ha ini­zia­to la sua stra­da ver­so il pri­mo milio­ne a 40 anni. Ha abban­do­na­to la sua casa a 12 anni, fug­gen­do dal­le mole­stie del patri­gno. Nei pri­mi quarant’anni di vita ha svol­to mol­te pro­fes­sio­ni: è sta­to mina­to­re, fuo­chi­sta e agri­col­to­re. A cinquant’anni San­ders ha ini­zia­to a pre­pa­ra­re piat­ti con pol­lo nel­la sua sta­zio­ne di ser­vi­zio in Ken­tuc­ky. La popo­la­ri­tà del pol­lo in pastel­la è cre­sciu­ta ed in poco tem­po San­ders ha aper­to un risto­ran­te. Nei suc­ces­si­vi nove anni ha miglio­ra­to la sua ricet­ta segre­ta ed a 62 anni è anda­to in rovi­na. A que­sto pun­to ha deci­so di avvia­re il suo fran­chi­sing ma ha otte­nu­to una rispo­sta nega­ti­va per più di mil­le vol­te. Riu­scì a con­clu­de­re il pri­mo accor­do solo a 1007esimo risto­ran­te ed a 70 anni è diven­ta­to milio­na­rio.

Il fon­da­to­re del­la KFC ha rico­no­sciu­to che la sua vita è sta­ta cam­bia­ta da un pro­gram­ma radio­fo­ni­co nel cor­so del qua­le ha sen­ti­to che “la vita ini­zia dopo 40 anni”. Lui ha capi­to che il suc­ces­so si può otte­ne­re a tut­te le età. “Non ho l’età” è solo una scu­sa di cui ti devi libe­ra­re nel 2017.

Come dice Bill Gates “tra il diva­no ed il culo il dol­la­ro non vola”.

Per diven­ta­re la ver­sio­ne miglio­re di te stes­so nel 2017 impa­ra a pen­sa­re posi­ti­vo. Non dubi­ta­re di te e del tuo talen­to, ascol­ta la tua voce inte­rio­re, non pre­sta­re atten­zio­ne alle paro­le cat­ti­ve che ti rivol­go­no, basa­ti sull’esperienza pas­sa­ta e fai qual­co­sa di nuo­vo, sogna e non mol­la­re. Buon ini­zio.

Cre­di­ts Coper­ti­na: Yan­dex

Rubri­ca: Non far invec­chia­re i tuoi sogni