ICT Dynamic Cosa imparare prima di Natale | 23 dicembre
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23
DEC
2016

Cosa imparare prima di Natale | 23 dicembre

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8 min di let­tu­ra

Non man­ca mol­to a Nata­le: pochi gior­ni. Se non hai avu­to tem­po di con­cen­trar­ti sul miglio­ra­men­to di te stes­so duran­te l’anno ora è il momen­to per atti­var­ti. Ecco un elen­co di abi­li­tà uti­li e di nuo­ve abi­tu­di­ni che potrai padro­neg­gia­re pri­ma del­le feste e che ti aiu­te­ran­no a diven­ta­re la ver­sio­ne miglio­re di te stes­so.

La concentrazione

La nostra atten­zio­ne è sem­pre distrat­ta da qual­co­sa e que­sto influi­sce diret­ta­men­te sul­la nostra pro­dut­ti­vi­tà. Inve­ce di fare sem­pli­ce­men­te il nostro lavo­ro, sia­mo distrat­ti da varie cose. Ricor­da­ti quan­to spes­so ti è capi­ta­to di entra­re su Face­book per rispon­de­re ad un mes­sag­gio e sei rima­sto lì den­tro per due o tre ore. Sia­mo sicu­ri che que­sto ti è suc­ces­so alme­no una vol­ta. Le inter­ru­zio­ni e le distra­zio­ni non ci per­met­to­no di con­cen­trar­ci. Spre­chia­mo un sac­co di tem­po inu­til­men­te leg­gen­do noti­zie o sfo­glian­do le foto degli ami­ci sui social media. Come orga­niz­zar­ti e con­cen­trar­ti su un com­pi­to? Ecco un’idea.

La nostra capa­ci­tà di con­cen­tra­zio­ne e foca­liz­za­zio­ne può esse­re alle­na­ta come un musco­lo. Per que­sto è neces­sa­rio eser­ci­tar­si rego­lar­men­te. Ad esem­pio, se hai di fron­te una marea di com­pi­ti e di respon­sa­bi­li­tà e non sai qua­le svol­ge­re per pri­mo, fer­ma­ti. Respi­ra pro­fon­da­men­te. Chie­di­ti qual è la cosa più impor­tan­te pro­prio in que­sto momen­to, non doma­ni, non tra una set­ti­ma­na, non l’anno pros­si­mo.

Se non sei sicu­ro del­la rispo­sta, fai un elen­co di tut­te le atti­vi­tà che lot­ta­no per la tua atten­zio­ne e sbar­ra quel­le che non sono prio­ri­ta­rie ades­so. Quel­lo che resta lo farai dopo. Que­sto lavo­ro è simi­le alla divi­sio­ne dei com­pi­ti in quat­tro cate­go­rie in base all’urgenza ed all’importanza, ma la cosa più impor­tan­te è la rego­la­ri­tà. Se farai que­ste pau­se più vol­te al gior­no pre­sto sco­pri­rai che è diven­ta­to più faci­le con­cen­trar­ti sul­le que­stio­ni più impor­tan­ti.

 

Cre­di­ts

L’orientamento verso il pensiero positivo

Ci cir­con­da­no trop­pe cose cat­ti­ve: emo­zio­ni nega­ti­ve, even­ti tra­gi­ci nel mon­do, una depres­sio­ne cro­ni­ca di cui ci con­ta­mi­na­no le per­so­ne che ci cir­con­da­no, i post aggres­si­vi sui social media… L’elenco può con­ti­nua­re all’infinito. Tut­to que­sto ci tra­vol­ge in con­tem­po­ra­nea e ci fa devia­re dal per­cor­so. È dif­fi­ci­le in que­sto con­te­sto esse­re la ver­sio­ne miglio­re di te stes­so.

Pro­va a cer­ca­re il lato posi­ti­vo in ogni cosa. Quan­do lo fai con rego­la­ri­tà que­sto si tra­sfor­ma in un’abitudine. Il 95% del­le nostre emo­zio­ni e sen­sa­zio­ni dipen­do­no dal modo in cui inter­pre­tia­mo quel­lo che suc­ce­de. Per que­sto moti­vo lo stes­so even­to pro­vo­ca alle per­so­ne sen­sa­zio­ni oppo­ste. Esse­re otti­mi­sta e gioi­re del­la vita o esse­re pes­si­mi­sta e delu­so per qual­sia­si cosa è la tua scel­ta. Inol­tre, da come vedi il mon­do, dipen­do­no la tua salu­te fisi­ca e psi­co­lo­gi­ca e le rela­zio­ni con gli altri. C’è un sem­pli­ce eser­ci­zio che ti aiu­ta a fare un pri­mo pas­so per guar­da­re la vita in modo posi­ti­vo: descri­vi una serie di even­ti che si sono veri­fi­ca­ti pri­ma con­cen­tran­do­ti solo sugli aspet­ti nega­ti­vi, scri­vi tut­ti gli svan­tag­gi che ne hai rice­vu­to. Poi guar­da la situa­zio­ne da un altro lato ed evi­den­zia solo gli aspet­ti buo­ni. Così potrai diven­ta­re otti­mi­sta. Rie­sci ad imma­gi­nar­lo?

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La capacità di rilassarsi

Il rit­mo del­la vita moder­na non ci lascia il tem­po di respi­ra­re: le cose quo­ti­dia­ne, il lavo­ro, le respon­sa­bi­li­tà socia­li, l’attività volon­ta­ria, ti ruba­no tan­to tem­po ed ener­gia che non te ne rima­ne per te stes­so. Il risul­ta­to è abba­stan­za delu­den­te: stan­chez­za cro­ni­ca, esau­ri­men­to emo­ti­vo ed anche malat­tie. Per non par­la­re del fat­to che la vita è in costan­te ten­sio­ne nega­ti­va non solo sul lavo­ro ma anche nel rap­por­to con le per­so­ne care.

For­tu­na­ta­men­te, con l’aiuto di sem­pli­ci tec­ni­che ed eser­ci­zi per il rilas­sa­men­to si pos­so­no alle­via­re l’angoscia, lo stress e la fati­ca, impa­ran­do a rilas­sar­si ed ini­zian­do a vive­re vera­men­te. Il rilas­sa­men­to è più faci­le di quel che sem­bra. Pro­va la medi­ta­zio­ne in tre fasi da un minu­to. Essa ti aiu­te­rà a stac­car­ti dai pro­ble­mi e scio­glie­re i model­li di pen­sie­ro nega­ti­vi pri­ma che pren­da­no il con­trol­lo del­la tua vita.

 

Fase 1. Sintonizzati sulla meditazione

Met­ti­ti como­do in una pol­tro­na (ma puoi medi­ta­re anche in pie­di), assu­mi una postu­ra drit­ta, rad­driz­za la schie­na e le spal­le. Chiu­di gli occhi e con­cen­tra l’attenzione su ciò che suc­ce­de den­tro di te, sul­le tue sen­sa­zio­ni. Ascol­ta ed accet­ta tut­to que­sto. Pren­di con­sa­pe­vo­lez­za che i pen­sie­ri gira­no nel­la tua testa ma non ti con­cen­tra­re su di essi: resta­ne distac­ca­to, sono solo even­ti fuga­ci. Pro­va a capi­re cosa sen­ti: se saran­no sen­ti­men­ti nega­ti­vi, disa­gio, emo­zio­ni scu­re, accet­ta­li. Ascol­ta te stes­so, per­ce­pi­sci una ten­sio­ne nel tuo cor­po? Tut­to ciò che sco­pri­rai va accet­to. Ora la tua coscien­za è pron­ta per la medi­ta­zio­ne.

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Fase 2. Concentra l’attenzione

Ora con­cen­tra la tua atten­zio­ne ver­so un pun­to e indi­riz­za­la sul­le sen­sa­zio­ni che pro­vi nel­lo sto­ma­co che si alza e si abbas­sa duran­te la respi­ra­zio­ne. Osser­va come si muo­ve l’aria all’interno del tuo cor­po. Ogni respi­ro è una pos­si­bi­li­tà di aggan­ciar­ti alla real­tà e rima­ne­re “qui ed ora”.

 

Fase 3. Allarga la tua sfera di attenzione

Il pas­so suc­ces­si­vo è allar­ga­re il cam­po di con­sa­pe­vo­lez­za intor­no al respi­ro. Que­sto ti per­met­te­rà di sen­ti­re il tuo cor­po un tutt’uno. Imma­gi­na che il tuo cor­po respi­ri. Se hai nota­to ten­sio­ne o disa­gio, pro­va a con­cen­trar­ti su que­ste sen­sa­zio­ni indi­riz­zan­do­vi il tuo respi­ro. Così ti aiu­ti a stu­dia­re que­ste sen­sa­zio­ni e fare ami­ci­zia con loro e non pro­va­re a cam­biar­le. Que­sto pic­co­lo eser­ci­zio ti aiu­te­rà ad alle­via­re lo stress e rilas­sar­ti.

 

L’abitudine di vivere il «qui ed ora»

Spre­chia­mo tan­to tem­po cer­can­do di tro­va­re la rispo­sta alla doman­da “Cosa sareb­be suc­ces­so se…?” inve­ce di vive­re i momen­ti più bel­li del pre­sen­te. Ad un pre­sen­te rea­le pre­fe­ria­mo un futu­ro ipo­te­ti­co. Ci pre­oc­cu­pia­mo del­le cose che non acca­dran­no mai. Cosa suc­ce­de se non supe­re­rò l’esame? Cosa suc­ce­de se non otter­rò la pro­mo­zio­ne? L’eternità è fat­ta dei momen­ti attua­li. Tan­to tem­po lo tra­scor­ria­mo nel pas­sa­to ricor­dan­do­ci di momen­ti spia­ce­vo­li e riflet­ten­do sul­le rela­zio­ni fal­li­te o sui pro­get­ti in cui tut­to è anda­to stor­to.

Puoi sce­glie­re di rima­ne­re schia­vo del pas­sa­to o del futu­ro oppu­re vive­re goden­do del­la pie­nez­za di sen­sa­zio­ni del pre­sen­te. Pro­va ad indos­sa­re un brac­cia­let­to con la paro­la “ora”. Impo­sta uno sfon­do del com­pu­ter o del tele­fo­ni­no che ti ricor­di la neces­si­tà di tor­na­re al pre­sen­te. Dedi­ca uno o due minu­ti al gior­no per fare del­le pau­se: con­cen­tra­ti sul respi­ro, sul­le sen­sa­zio­ni fisi­che o ambien­ta­li. Pro­va a sen­tir­ti pro­prio in que­sta stan­za, in que­sto tem­po, in que­sto gior­no dell’anno. Que­sto ti per­met­te­rà di tene­re trac­cia dei tuoi pen­sie­ri vaga­bon­di che si sfor­za­no di anda­re ver­so il futu­ro o ver­so il pas­sa­to per lamen­tar­si di qual­co­sa.

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L’abitudine di mangiare correttamente

Noi sia­mo ciò che man­gia­mo. È mol­to impor­tan­te rispet­ta­re una die­ta ade­gua­ta e pren­der­si cura del cibo con cui riem­pi il tuo cor­po. Altri­men­ti per­dia­mo la salu­te, la bel­lez­za e l’energia ed insie­me a que­ste sof­fre anche la men­te. Un det­to ayur­ve­di­co dice: con un’alimentazione cor­ret­ta non hai biso­gno di medi­ci­ne, con un’alimentazione sba­glia­ta le medi­ci­ne sono inu­ti­li. Se ti rim­pin­zi sem­pre di cibo spaz­za­tu­ra tipo quel­lo del fast food, è inu­ti­le pen­sa­re che del­le pil­lo­le magi­che pos­sa­no rapi­da­men­te gua­rir­ti da tut­te le malat­tie.

Stu­di recen­ti con­fer­ma­no che la die­ta vege­ta­le è più uti­le per la salu­te. La cosa più inte­res­san­te è che è un meto­do sem­pli­ce per diven­ta­re sano e richie­de solo una cosa: il cam­bia­men­to dell’alimentazione. I pro­dot­ti abi­tua­li devo­no diven­ta­re i cerea­li, gli ortag­gi, la frut­ta e le ver­du­re, non dicia­mo di rinun­cia­re alla car­ne ros­sa (ed anche alle altre), al pesce, ai lat­ti­ci­ni ed ai dol­ci ma alme­no di ridur­li al mini­mo. Que­sta die­ta ti aiu­ta a sba­raz­zar­ti del­la depres­sio­ne, dei dolo­ri cro­ni­ci, del dia­be­te, del­le malat­tie car­dio­va­sco­la­ri ed addi­rit­tu­ra a far regre­di­re il can­cro.

Le ricet­te per piat­ti sani in real­tà sono anche più gusto­se. Imma­gi­na­ti: pata­te dol­ci frit­te, lasa­gna con fun­ghi, zup­pa, insa­la­ta mes­si­ca­na di fagio­li, mais, pomo­do­ri e avo­ca­do, un arco­ba­le­no di ver­du­re (ver­du­re a foglia ver­de con aglio, ori­ga­no e uvet­ta), ana­nas sal­ta­ta in padel­la, insa­la­ta con man­dor­le e tofu. Han­no un suo­no deli­zio­so. Quin­di ha sen­so assag­giar­le. Tan­to più che nes­su­no ti impe­di­sce di tor­na­re al cibo attua­le se qual­co­sa non ti pia­ce.

 

Comunicazione produttiva

Comu­ni­chia­mo con le per­so­ne ogni gior­no, che lo voglia­mo o meno. Da quan­to sarà effi­cien­te la nostra inte­ra­zio­ne con loro dipen­de il nostro suc­ces­so in vari aspet­ti del­la vita: in fami­glia, sul lavo­ro, in ami­ci­zia. Spes­so la pri­ma impres­sio­ne ha un ruo­lo cru­cia­le. C’è una tec­ni­ca che ti per­met­te di sta­bi­li­re un con­tat­to a pri­ma vista. È il gio­co del­le soprac­ci­glia

Il gio­co del­le soprac­ci­glia signi­fi­ca il loro rapi­do movi­men­to, del­la dura­ta di cir­ca un sesto di secon­do, ed è il pri­mo fon­da­men­ta­le e prin­ci­pa­le segna­le di cor­dia­li­tà. Quan­do la gen­te incon­tran­do­si muo­ve velo­ce­men­te le soprac­ci­glia, dimo­stra l’un l’altro che non rap­pre­sen­ta­no una minac­cia reci­pro­ca. Chia­ra­men­te lavo­ra a livel­lo sub­con­scio: pochi sono real­men­te con­sa­pe­vo­li del signi­fi­ca­to di que­sta azio­ne. Il nostro cer­vel­lo rico­no­sce que­sto segna­le ad una distan­za di cir­ca un metro e mez­zo. Dopo aver­lo rice­vu­to noi man­dia­mo all’interlocutore un segna­le non ver­ba­le come rispo­sta per dir­gli di non ave­re pau­ra e di non evi­tar­ci per­ché non abbia­mo inten­zio­ni osti­li.

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Cre­di­ts Coper­ti­na: Yan­dex

Rubri­ca: Non far invec­chia­re i tuoi sogni