ICT Dynamic Vivi dieci vite in una | 22 dicembre
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22
DEC
2016

Vivi dieci vite in una | 22 dicembre

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6 min di let­tu­ra

Se tu fos­si sta­to die­ci per­so­ne come cia­scu­na di que­ste avreb­be gesti­to la sua vita? Anno­ta ciò sta­re­sti facen­do in cia­scu­na di que­ste vite. Ne desi­de­ri più di die­ci? Pre­go. Scri­vi­ne quan­te ne vuoi. L’elenco potreb­be esse­re simi­le a que­sto: un poe­ta, un musi­ci­sta, un impren­di­to­re di suc­ces­so, uno stu­dio­so di cine­se, un cuo­co in un risto­ran­te di alta cuci­na, un viag­gia­to­re, un giar­di­nie­re, un inse­gnan­te, un gior­na­li­sta, un con­dut­to­re di talk-show.

Hai nel­le tue mani l’elenco, davan­ti a te c’è il tuo futu­ro. Per tro­va­re un modo per vive­re ognu­na di que­sta vite, rispon­di a que­ste doman­de:

✔ A qua­le tipo di vita ti puoi dedi­ca­re nel pros­si­mo anno?
✔ Qua­le tipo di vita potrai vive­re dopo aver rea­liz­za­to la pri­ma?
✔ A cosa ti puoi dedi­ca­re ogni gior­no per ven­ti minu­ti o meno?
✔ A cosa ti puoi dedi­ca­re nel wee­kend?
✔ Di cosa ti puoi occu­pa­re di tan­to in tan­to?

 

Non pen­sa­re a come inse­rir­ti in que­sto mon­do. Pen­sa come orga­niz­za­re la vita per inse­ri­re in essa i tuoi nume­ro­si talen­ti.

Accetta tutte le tue paure

In ognu­no di noi esi­ste un poten­zia­le di pau­ra, dolo­re e rab­bia. Se voglia­mo rea­liz­za­re tut­to il nostro poten­zia­le è neces­sa­rio rico­no­sce­re tut­ti i nostri lati. La pau­ra para­liz­za. Essa ci impe­di­sce di agi­re. Cono­sce­re, accet­ta­re e libe­ra­re la par­te oscu­ra del­la nostra natu­ra, con moda­li­tà non trau­ma­ti­che per gli altri, è mol­to impor­tan­te per pre­ve­ni­re l’insorgere di que­sto nostro lato in varie mani­fe­sta­zio­ni di aggres­si­vi­tà.  “La pau­ra di esse­re cri­ti­ca­ti, la pau­ra di fal­li­re, la pau­ra di esse­re frain­te­si, la pau­ra dell’ignoto, tut­to que­sto può esse­re un osta­co­lo sul­la stra­da dell’utilizzo del­la tua crea­ti­vi­tà inte­rio­re”.

Spes­so ci ponia­mo la doman­da: “Cosa suc­ce­de­rà se toc­co la fon­te del mio dolo­re più gran­de?”. Per nascon­de­re que­sti demo­ni, ti ser­ve tan­ta ener­gia; più a lun­go li tie­ni incar­ce­ra­ti e più gran­di diven­ta­no. L’accettazione di simi­li sen­ti­men­ti come aspet­ti del­la natu­ra uma­na in real­tà li tra­sfor­ma in tuoi allea­ti. Il mostro del­la pau­ra può esse­re tra­sfor­ma­to in com­pas­sio­ne. La crea­tu­ra cru­de­le che vive in ognu­no di noi può diven­ta­re ener­gia per la crea­ti­vi­tà e l’azione posi­ti­va.

Ad esem­pio, se nascon­di per mol­to tem­po il risen­ti­men­to ver­so un part­ner di lavo­ro, que­sto esau­ri­rà la tua ener­gia. Se man­tie­ni segre­to un ran­co­re, trat­te­nen­do­lo, allo­ra que­sto ine­vi­ta­bil­men­te avrà con­se­guen­ze nega­ti­ve per il tuo cor­po, la men­te e lo spi­ri­to. Espri­me­re i tuoi sen­ti­men­ti attra­ver­so i colo­ri e la dan­za ed anno­tan­do­li sul tuo dia­rio, libe­re­rà l’aspetto vul­ca­ni­co di que­sta ener­gia e ti for­ni­rà nuo­vi modi di vede­re il rap­por­to con il tuo col­le­ga. Tut­to ciò apre la stra­da per una miglio­re comu­ni­ca­zio­ne con lui.

 

L’esercizio: liberiamoci dalle paure

Pas­sa un po’ di tem­po medi­tan­do sul signi­fi­ca­to ed il sen­so del­la pau­ra nel­la tua vita. Poi sce­gli imma­gi­ni e paro­le da varie rivi­ste e rea­liz­za un col­la­ge per rap­pre­sen­tar­la. Alla fine scri­vi cin­que fra­si che ini­zi­no con le paro­le: “Io sono…”, “Io ho…” o “Io mi sen­to…”. Appen­di il tuo col­la­ge sul muro e stu­dia­lo. Le imma­gi­ni ti evo­ca­no dei sen­ti­men­ti? Crea movi­men­ti e suo­ni e che espri­ma­no que­sti sen­ti­men­ti. Cosa hai sco­per­to su di te?

Pro­va a rea­liz­za­re una scul­tu­ra di argil­la dal tito­lo “Que­sto sono io”. Per sen­ti­re pie­na­men­te la con­si­sten­za dell’argilla inzia il lavo­ro ad occhi chiu­si. Per­met­ti­ti di crea­re tut­to ciò che vuoi. Poi ini­zia a scri­ve­re libe­ra­men­te descri­ven­do la scul­tu­ra. Infi­ne assu­mi la stes­sa posi­zio­ne del­la scul­tu­ra e poi ini­zia a muo­ver­ti. Cosa hai sco­per­to anco­ra di te?

Gra­zie a que­sta sequen­za di azio­ni, il lavo­ro sul col­la­ge, il movi­men­to o il suo­no, la scul­tu­ra, quin­di la scrit­tu­ra libe­ra in meri­to alla scul­tu­ra o la dan­za, ti sin­to­niz­zi sul mes­sag­gio del tuo cor­po e per­met­ti all’inconscio di diven­ta­re con­sa­pe­vo­le.

 

Consenti a te stesso di non essere perfetto

Per­ché mi devo accon­ten­ta­re di un risul­ta­to nel­la media? Io pun­to al meglio!”. Se que­sta fra­se si adat­ta a te allo­ra pen­si come un per­fe­zio­ni­sta. Que­ste per­so­ne han­no degli stan­dard così ele­va­ti che non rie­sco­no a rag­giun­ger­li. Una vita sot­to­mes­sa al prin­ci­pio “o è per­fet­to o non si fa” è in gra­do di esau­rir­ti pri­van­do te stes­so ed i tuoi cari del son­no, del ripo­so e del­le basi­la­ri gio­ie uma­ne. La ten­sio­ne che pro­va il per­fe­zio­ni­sta nel­la ricer­ca dell’eccellenza spes­so dan­neg­gia la sua cre­sci­ta pro­fes­sio­na­le ma peg­gio anco­ra la salu­te. Inol­tre una per­so­na del gene­re non si sen­te feli­ce.

 

Ripensa ai tuoi fallimenti

Ricor­da­ti che alcu­ni fal­li­men­ti alla fine si sono tra­sfor­ma­ti in van­tag­gio: sepa­ran­do­ti da una per­so­na con cui hai avu­to rela­zio­ni dif­fi­ci­li, hai incon­tra­to chi si adat­ta di più a te. Dopo aver per­so il lavo­ro ne hai tro­va­to un altro miglio­re. Ricor­da­ti di un avve­ni­men­to spia­ce­vo­le e poi con­ti­nua la fra­se: “Anche se è sta­ta un’esperienza dif­fi­ci­le ho impa­ra­to qual­co­sa di buo­no. Cioè…”.

Cre­di­ts

Esercizio: trasforma la paura in passione

Il tuo sta­to d’animo dipen­de diret­ta­men­te da ciò stai dicen­do a te stes­so. Devi deci­de­re da solo che tipo di len­ti indos­sa­re: le len­ti di pau­ra o le len­ti del­la pas­sio­ne. Imma­gi­na di esse­re un eroe di un film a cui sia capi­ta­ta una situa­zio­ne simi­le alla tua. Imma­gi­na la ver­sio­ne miglio­re del film. Come si sareb­be com­por­ta­to que­sto per­so­nag­gio? Ora cer­ca di com­por­tar­ti, di pen­sa­re, di agi­re e di par­la­re come avreb­be fat­to il tuo per­so­nag­gio. Alle­na­ti men­tal­men­te e real­men­te più spes­so. Vedia­mo un esem­pio lega­to ad una festa.

Len­ti del­la pau­ra.

Oddio, non cono­sco nes­su­no in quel­la festa. Devo fare in modo di pia­ce­re a tut­ti. Non ho nien­te da met­ter­mi. E sicu­ra­men­te non gli pia­ce­rò.
Sen­ti­men­ti: soli­tu­di­ne, pre­oc­cu­pa­zio­ne, ner­vo­si­smo, ansia.
Com­por­ta­men­to: non mi deci­do mai a par­la­re e me ne sto in dispar­te.
La rea­zio­ne degli altri: mi evi­ta­no a cau­sa dell’energia che ema­no.
Pen­sie­ri: “Sono tut­ti arro­gan­ti o il pro­ble­ma è in me? È pro­prio così, sono sfor­tu­na­to”.

 

Len­ti del­la pas­sio­ne.

La vita è un’avventura. Di soli­to la gen­te cor­dia­le è feli­ce di cono­sce­re gli altri. Otter­rò sod­di­sfa­zio­ne andan­do a que­sta festa.
Sen­ti­men­ti: emo­zio­ni pia­ce­vo­li, entu­sia­smo, ener­gia.
Com­por­ta­men­to: mi pre­sen­to agli altri, fac­cio doman­de, ascol­to atti­va­men­te.
La rea­zio­ne degli altri: par­la­no con me, mi pre­sen­ta­no ai loro ami­ci. mi fan­no doman­de, rido­no del­le mie bat­tu­te.
Pen­sie­ri: “Una bel­la festa!”

Cre­di­ts

Scom­po­ni anche tu la situa­zio­ne che ti crea pau­ra e tra­sfor­ma lo stress in una pas­sio­ne.

 

Permettiti di stare in solitudine

Jaron Lanier ha scrit­to che “Un buon modo per veri­fi­ca­re se una socie­tà è uma­na è ave­re la pos­si­bi­li­tà di stac­car­ti da essa per un po’ sen­za subir­ne dan­ni”. La vera rifles­sio­ne è un pro­ces­so in due atti: andia­mo a vede­re cosa suc­ce­de nel mon­do e poi chiu­dia­mo­ci nel­la nostra cel­la per assi­mi­la­re e com­pren­de­re ciò che abbia­mo visto. Non si può riflet­te­re sul­la mas­sa stan­do al suo inter­no. Si può riflet­te­re in modo chia­ro su di essa solo dall’esterno.

Solo dopo che sia­mo rima­sti in soli­tu­di­ne ini­zia­mo a ritro­va­re noi stes­si, capi­re qual è il nostro ruo­lo nel mon­do e acqui­si­re con­sa­pe­vo­lez­za di tut­ti nostri lega­mi con gli altri.

C’è un’altra teo­ria secon­do la qua­le ogni ora tra­scor­sa in com­pa­gnia di altre per­so­ne deve esse­re com­pen­sa­ta con un cer­to nume­ro di ore di soli­tu­di­ne. Inol­tre il rap­por­to tra que­ste ore dev’essere mag­gio­re di uno.

Rubri­ca: Non far invec­chia­re i tuoi sogni